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Rassegna stampa
Cappuccino, brioche e business. Anche a Pinerolo un Capitolo BNI, in perfetto American Style.
22-07-2009
Sedici imprenditori si promuovono reciprocamente le attività.
Da: L'Eco del Chisone
Croissant, cappuccino e nuovi affari. Consumata la colazione in compagnia – allo storico bancone del Galup in corso Torino a Pinerolo – un gruppo di imprenditori sale le scale del caffè, tutti i martedì mattina alle 7,30, per un insolito rituale.
Tempi scanditi, atmosfera americaneggiante, una scatola in cui mettere una banconota da 5 per il breakfast. Giacche e cravatte a fianco di magliette sportive. Il commercialista gomito a gomito con il decoratore.
Sono i membri BNI, Business network International: Capitolo di Pinerolo. Fai notare l’assonanza con la terminologia ecclesiastica (il Capitolo, generalmente, è un gruppo di frati o di sacerdoti) ma la provocazione non viene colta. Una massoneria, allora? No, non c’è segretezza. Al contrario, tutto si infonda sulla massima pubblicità.
Obiettivo dichiarato: il business. “Quello che mi è piaciuto di BNI, rispetto ad altre aggregazioni di professionisti e imprenditori, è proprio questo: siamo qui per fare affari. dichiaratamente”, dice Antonello Bonaita, avvocato.
La genesi è da mito americano. L’idea nacque ad un imprenditore statunitense, Ivan Misner, che nel 1985 aveva perso i principali clienti. Scartati per ragioni economiche, l’investimento pubblicitario classico o con l’assunzione di nuovi commerciali, trovò una strada originale per il rilancio: “invitò al bar alcuni amici, che operavano in ambiti diversi dal suo, e propose loro di promuovere reciprocamente le rispettive attività”, racconta la director Nella Fornerone.
Lo scambio di referenze è pratica antica. Si chiamerebbe raccomandazione, se il termine non avesse accezioni negative. La novità risiede nell’istituzionalizzare il procedimento. L’uovo di Colombo, se si pensa che in poco più di vent’anni, sono nati in 42 Paesi del mondo oltre 5600 Capitoli operativi, con 120 mila membri. Referenze scambiate: più di 5,6 milioni. Volume d’affari: 1,8 miliardi di euro.
Il Capitolo di Pinerolo è nato pochi mesi fa ed ha 16 membri: “Ma puntiamo a raggiungere il massimo consentito, 40”, spiega Paolo Montaldo. Ciascuno con la sua specializzazione, su cui ha l’esclusiva: “Non ci si deve pestare i piedi tra concorrenti”, aggiunge Daniele Giuseppe Carità, assicuratore e attuale presidente del Capitolo Pinerolo. Con buona pace dei vecchi assiomi liberisti sui benefici della concorrenza: non è un momento in cui il potere taumaturgico del mercato abbia molti fan.
L’ingresso non è automatico, così come l’iscrizione annua (700 euro). Sovrintende il Comitato di gestione: “Non è detto che chi si presenta sia il migliore nella su attività. Quindi si sceglie, a tutela degli interessi degli altri membri”, dice Nella Fornerone.
C’è un libro “sacro” – “Givers Gain” – scritto da Ivan Misner. Detta regole ben precise. Ogni membro parla 60 secondi. A rotazione, cè la possibilità di approfondire la propria attività e le proprie proposte in 10 minuti.
Lo scorso martedì è toccato a Danilo Comba, graphic designer di Envie. Mario Malan, dell’impresa di pulizie La Fortuna, ha sottolineato come questo sia il momento per ottenere nuovi incarichi nei condomini (“parlate di me agli amministratori di vostra conoscenza”); Pierangelo De Poli, che si occupa di proposte abitative a None, ha sottolineato gli sgravi fiscali per sostituire i serramenti in caso di ristrutturazione. I colleghi prendono nota: faranno “passaparola”.
Tra i membri del BNI circola la storia paradigmatica del giardiniere che trovò un nuovo lavoro al commercialista, fornendo le referenze ad un industriale cui potava le piante.
“da quando sono in BNI ho dato 36 referenze e no ho ricevute 18 – afferma Mauro Giordano, geometra lusernese – in nove casi l’affare si è concretizzato. Sono pienamente soddisfatto”.
Daniele Arghittu